Aperti a nuove sfide

13.12.2018

Il punto su attività e ruolo della Consulta di Torino: un’esperienza radicata nel territorio che mette professionalità e innovazione al servizio delle strategie di sviluppo.

Nel 1987 la Consulta di Torino, come è noto, inizia  il suo percorso con il restauro dell’Aula del Parlamento Subalpino in Palazzo Carignano. La forza dell’associazione cresce con il coinvolgimento costante nel tempo delle Aziende ed Enti Soci a favore dei beni culturali. L’impegno dei primi dieci anni permette di avviare un modello innovativo di collaborazione fra pubblico e privato.Durante i successivi dieci anni il modello viene consolidato e diventa un punto di riferimento per chi è impegnato a favore dei beni del patrimonio artistico e culturale.Forte di una consolidata esperienza, Consulta amplia il proprio campo di intervento con la valorizzazione e la fruizione dei beni anche attraverso la comunicazione, la formazione e la progettazione con risultati ufficialmente riconosciuti.
“Grazie alla Consulta e a un’attenzione costante da parte dei privati, enti, istituzioni e terzo settore, Torino oggi ha acquisito il profilo di una vera e propria capitale della cultura” (Ilaria Borletti Buitoni, già Sottosegretario Ministero Beni e Attività Culturali).

Oggi Consulta si sta preparando ad affrontare il futuro per superare frontiere ed aprirsi a nuove sfide. L’associazione è locale nei propri interventi, ma ha capacità progettuale e visibilità geograficamente più ampie. Torino si è riappropriata della propria identità culturale, forte di questo “rinascimento” può connettersi con l’esterno. Dalla capacità di mettersi in relazione scaturisce ogni forza generante, quest’apertura è una nuova opportunità che Consulta affronta mettendo a frutto le capacità professionali presenti nel tessuto delle imprese socie. La possibilità di realizzare queste ambizioni nasce dall’armonia presente nell’associazione, sorgente di valore per il territorio. I soci, 12 nel 1987 e circa 30 dal 1997, hanno in comune un elevato livello di eccellenza, ciascuno nel proprio campo, e un’attenta cura della qualità come elemento di successo.
In Consulta la selezione dei soci si concretizza nella loro effettiva capacità di collaborare a favore dell’arte e della cultura di Torino anche con ottica internazionale.

La presenza di Consulta nel corso del 2018 ha toccato i punti nevralgici di Torino: Venaria Reale con il  rogetto per la riproposizione della Fontana dell’Ercole, i Musei Reali con il restauro del cupolino della Cappella della Sindone e del Gabinetto del Segreto Maneggio degli Affari di Stato in Palazzo Reale, la Fondazione Torino Musei con un progetto di riqualificazione tecnologica dei percorsi di visita, Palazzo Madama con un ormai tradizionale progetto didattico, il Museo Egizio con una collaborazione a lavori sui percorsi di visita, Stupinigi con il restauro degli arredi mobili dell’Appartamento della Regina, il Santuario della Consolata con lavori di restauro nella torre campanaria, lo IED con un innovativo progetto didattico in collaborazione con i Musei Reali, il Cottolengo con la collaborazione all’allestimento di una mostra itinerante di opere realizzate dagli ospiti della Piccola Casa. Si tratta di progetti interconnessi e incastonati in una strategia di sviluppo. 

L’ambizioso progetto che Consulta, forte del sostegno di Compagnia di San Paolo e di Intesa Sanpaolo, sta realizzando a Venaria Reale per il recupero della Fontana dell’Ercole, si svilupperà fino al 2020.
La Reggia di Venaria, al centro dell’offerta culturale del Piemonte, nasce da una meravigliosa intuizione e dalla positiva collaborazione tra Istituzioni europee, nazionali, e locali con una significativa presenza dei privati. La Fontana dell’Ercole, strutturalmente al centro del complesso nel cuore dei giardini, rappresenta il completamento della Reggia, oggi patrimonio dell’umanità. Consulta si impegnerà perché lo sguardo nazionale ed internazionale possa essere coinvolto nelle diverse fasi di questa rinascita, riscoprendo un’eredità che rischiava di andare persa per sempre.
La mia gratitudine va a tutti coloro che rendono questo possibile.

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