Cappella della Sindone, l’emozione risplende

11.12.2018

Riaperta a fine settembre, dopo un restauro senza precedenti, la straordinaria architettura di Guarini può di nuovo essere annoverata tra le meraviglie di Torino. Nei prossimi mesi verrà definito il progetto di recupero dell’altare di Antonio Bertola, che vedrà la partecipazione della Consulta. 

È stata una festa corale, perché certi beni appartengono a tutti, sono parte di un sentimento collettivo. La riapertura ufficiale della Cappella della Sindone, celebrata lo scorso 27 settembre, ha rimarginato quella che per oltre 20 anni è stata una dolorosa ferita nel tessuto architettonico e culturale di Torino. E lo ha fatto nel modo più degno: con un restauro ambizioso e senza paragoni, che ha richiesto al gruppo dei progettisti capacità di visione, creatività, sovente l’attitudine a rimettere in gioco certezze acquisite. Il risultato è magnifico, e compensa ampiamente dei lunghi anni di attesa: le vertiginose prospettive ideate da Guarino Guarini catturano lo sguardo verso altezze che sembrano infinite, attirandolo fino al luminoso cupolino dove, sotto una raggiera dorata, si libra immobile la colomba dello Spirito Santo. L’impressione è che tutti gli elementi della Cappella siano ora più collegati tra loro: ogni tassello risplende di una luce propria e però, nello stesso tempo, entra in dialogo con gli altri. E il cupolino, che rappresenta il contributo dato dalla Consulta alla grandiosa opera di recupero, assume la forza inedita di un punto di fuga attraverso il quale tutto viene generato.
Unico tassello mancante, in un contesto di ritrovata bellezza, l’altare centrale che Antonio Bertola realizzò circa dieci anni dopo la scomparsa di Guarini, che appare fermo al tempo dell’incendio. “La scelta di restituire la Cappella al pubblico con una parte da restaurare è stata dettata unicamente da ragioni temporali e tecniche – dice l’architetto Marina Feroggio, direttore del cantiere –, le grandi impalcature del cantiere non hanno consentito di anticipare l’intervento, ma il restauro dell’altare sarà presto affrontato. E dal cronoprogramma che stiamo predisponendo, l’obiettivo è di concludere i lavori entro l’anno venturo. Seguiremo le stesse linee che ci hanno guidato nel restauro appena concluso, rispettando anche in questo caso al massimo grado il monumento”. Parte dei fondi sono già disponibili: si tratta di circa 100mila euro raccolti dalla Fondazione LaStampa-Specchio dei Tempi nel 1997, all’indomani del disastro. La Consulta di Torino parteciperà con funzioni di gestione tecnica e coordinamento.

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